Riduci il consumo d’acqua con i prodotti cosmetici Solidi e Water Saving

Solid.O Original concentra l’impegno costante di Albogroup verso la cosmesi sostenibile; la sua linea di prodotti per hotel segna il passo nella lotta al water waste. Condensare l’innovazione e le tradizioni significa elaborare un prodotto che prende spunto dal passato per rivoluzionare il prossimo futuro. Eccone alcuni aspetti.

Formule Water Saving per una cosmetica green

L’industria della cosmesi necessita di azioni concrete, in grado di rivoluzionare i punti di vista per guardare nella direzione di una svolta epocale. Le previsioni dal Compounded Average Growth Rate annunciano dati che parlano chiaro: il pianeta necessita una nuova politica di tutela delle risorse e il comparto della cosmesi si impegnerà a metterla in atto. L’acqua è il problema numero uno, i cambiamenti climatici vedono ormai una nuova geografia delle risorse idriche: lunghi periodi di siccità si alternano a piogge troppo abbondanti per trarne adeguate riserve.

La natura segue il suo corso, l’uomo non può che adattarsi e ridurre l’impatto dei propri stili di vita. Proprio qui entra in gioco il concetto di una cosmetica green. I prodotti evolvono per ridurre l’impatto dell’industria sulle riserve comuni. Riutilizzo dell’acqua nei processi di raffreddamento industriali, riprogettazione delle formule cosmetiche per ridurre le fasi di risciacquo, elaborazione di formulazioni solide sono solo alcune delle mosse che l’industria cosmetica ha messo e sta mettendo in atto. Qui non si tratta di impegnarsi nel solo reimpianto delle foreste o nello sponsorizzare le campagne di salvaguardia delle specie animali a rischio di estinzione, la cosmesi cambia il modo di interpretare le routine quotidiane.

Quali sono le caratteristiche dei cosmetici solidi?

La storia è ciclica, lo raccontano i libri da sempre e le esperienze ne sono la testimonianza tangibile. Il ritorno al solido avviene però in chiave tecnologica, le formulazioni innovative sono ben lontane da quelle a cavallo tra l’Ottocento e il secolo scorso. I cosmetici solidi guardano a un impatto ridotto in termini di spreco delle risorse idriche ma puntano anche in direzione del rispetto nella composizione. Impatto verso l’ambiente ma anche attenzione alla salute del cliente, questo è il motivo alla base di formulazioni del tutto a prova di INCI.

Quasi completamente privi di acqua, i cosmetici solidi sono prodotti riprogettati per garantire la naturale conservazione di tensioattivi e agenti emulsionanti ma senza la necessità dell’acqua. La loro composizione è essenziale, la scelta degli ingredienti tende a virare in direzione dei grassi vegetali e delle cere naturali. Il principio è sfruttare i meccanismi che funzionano in natura per conservarne intatte le proprietà. Assenza di petrolati, siliconi e paraffine sono solo alcune delle caratteristiche dei cosmetici solidi; il risultato è più rispettoso della salute. C’è un però, la scelta di un cosmetico solido deve affidarsi alla valutazione del tipo di cute: le pelli più sensibili necessitano di prodotti solidi più adatti.

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Come si usa uno shampoo solido?

Prima di entrare nel vivo dei consigli, conviene premettere che 250 grammi di prodotto solido consentono di superare anche gli 80 lavaggi. Questo è un dato che rende ben più preziosa la spiegazione del suo utilizzo. Come ogni shampoo, l’applicazione del prodotto deve avvenire sulla cute e i capelli bagnati. Basta frizionare dolcemente il prodotto solido e applicarlo a partire dal cuoio capelluto; il massaggio deve quindi partire dalle radici per risalire fino alle punte. Serve quindi il risciacquo come per il tradizionale shampoo liquido.

La conservazione necessita qualche piccola accortezza, il prodotto asciutto si può riporre all’interno di una scatola provvista di una chiusura ermetica. Questa tipologia di prodotto teme particolarmente l’umidità; conservarla in luoghi asciutti è quindi l’approccio più efficace per garantirne la stabilità nel tempo. Al contrario di quel che ci si potrebbe aspettare, le formulazioni degli shampoo solidi abbracciano più tipi di esigenze. Si è quindi ben lontani dall’idea spartana di un solo prodotto per tutti. La tecnologia cosmetica fornisce prodotti naturali per rispondere alle esigenze di capelli secchi o colorati, per l’eccesso di sebo e le diverse altre esigenze.

Cosmetici solidi per hotel linea Solid.O Original

La linea è pensata per interpretare il concetto di sostenibilità ambientale nelle commodities delle strutture ricettive. Le grandi realtà del settore sono sempre più alla ricerca di prodotti eleganti ma anche dal basso impatto sui consumi. La linea di detergenti solidi consente di puntare alla qualità in una ottica green proprio perché sostenibile.

Shampoo idratante, fortificante e ultra-delicato sono i prodotti pensati per la cura dei capelli. Ci sono anche i detergenti per l’igiene intima e le soluzioni energizzante e rivitalizzante per la doccia. La solid bar è la proposta di Albogroup per ottimizzare i consumi e rispettare l’ambiente: facilmente spezzabile al centro, una barretta da 15 grammi può essere utilizzata per due docce. La soluzione rispetta l’ambiente ma riduce anche i consumi, la ricezione di qualità diviene quindi più sostenibile.

Plastica e Sostenibilità, nuova prospettiva sull’Industria dei Cosmetici per Hotel

Oltre 40 anni di esperienza e un impegno attivo nel settore della cosmesi di qualità inducono a riflettere sugli impatti e le prospettive del packaging. Laddove la plastica è troppo spesso demonizzata, alcune considerazioni possono tornare utili per osservarne l’impatto sull’ambiente da un punto di vista diverso. Produzione e rigenerazione sono elementi da considerare; anche la cosmesi può cambiare prospettiva.

Albogroup ha pensato e realizzato la linea Solid.O Original, una collezione di cosmetici solidi per hotel. Questa linea rende la transizione da liquido a solido più semplice, eliminando la necessità di contenitori ermetici e incoraggiando l’utilizzo di packaging riciclabili.

Plastica: Nemico o Alleato della Sostenibilità?

È un po’ l’Odi et amo dei materiali nell’era postmoderna, la plastica è l’utile che un po’ tutti criticano ma del quale nessuno saprebbe fare a meno. Le immagini delle isole di plastica negli oceani ma anche i rifiuti plastici in quota sull’Everest sono input che non aiutano affatto la notorietà del materiale. C’è un però dal valore sostanziale, un recipiente in plastica non inquina se non c’è l’uomo ad abbandonarlo lì dove non dovrebbe. Vedere la plastica come una nemica potrebbe non inquadrare pienamente il problema; i vantaggi non sono da trascurare.

Impermeabilità, resistenza al riutilizzo e stabilità chimica sono alcune delle prerogative attribuite al materiale. La plastica da oltre 150 anni è entrata nel quotidiano, lo stesso packaging in cosmetica ne ha da sempre fatto un largo uso. Verrebbero da sé le considerazioni in termini di impatto ambientale, la realtà potrebbe però scagionare – almeno in parte – i materiali polimerici.

C’è da fare una piccola considerazione: un flacone di bagnoschiuma, anche quando il detergente è esaurito, può tornare altrettanto utile quale contenitore per i liquidi. Un barattolo di crema per il viso potrebbe diventare un portagioie, ecco come piccoli gesti sono alleati della sostenibilità: in tutto questo c’entra più la plastica o l’uomo?

Confronto Energetico tra produzione di Plastica e Vetro

Particolarmente curiosa è la percezione comune in merito all’impatto sull’ambiente. Basta mettere a confronto la plastica con il vetro, la convinzione spesso è quella che attribuisce al vetro un’aurea più ecologica. Circa 1.600 °C sono necessari per il processo di fusione indispensabile per la produzione di manufatti e contenitori in vetro, appena 230 °C è invece la temperatura sulla punta di un estrusore nel processo di produzione della plastica. Basta partire da questo dato per iniziare a trarre le prime considerazioni.

Quale costo energetico può avere la produzione del vetro? Decisamente alto e perlopiù ottenibile tramite gas e altri combustibili fossili; qui l’impatto energetico del materiale viene ulteriormente messo alla prova dalla impronta di carbonio legata al processo di produzione. C’è poi la produzione di anidridi carbonica e solforosa, prodotte nella fase di realizzazione del vetro. Carbonato di sodio e sabbia silicea sono gli altri ingredienti necessari. Ne risulta un incremento dello sfruttamento minerario dei suoli e l’impatto delle attività estrattive. La plastica è un polimero, i monomeri carbonio e metano sono i mattoncini che la costituiscono; la sua produzione richiede però meno energia, ottenibile non necessariamente dalla combustione dei carburanti fossili.

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Futuro più sostenibile

L’obiettivo di questo approfondimento non è di certo demonizzare gli altri materiali per elogiare le virtù della plastica. Il passato insegna che il mancato riutilizzo delle materie plastiche è stato causa di veri e propri disastri ambientali, basta analizzare le acque dei mari per rendersi conto di come i polimeri della plastica siano entrati ormai nella loro “innaturale” composizione. Il futuro trae però gli spunti dal passato e punta dritto verso l’innovazione. Le tecnologie odierne consentono una rigenerazione delle materie plastiche innescando un vero e proprio ciclo virtuoso.

Vapore e alte temperature sono fattori che scompongono le molecole della plastica per ottenerne i mattoncini idrocarburici; il risultato restituisce nuovamente i combustibili fossili dai quali si è partiti. La plastica si dimostra nuovamente pronta ad assumere la forma che – anche il packaging in ambito cosmetico – vuole donarle. Quel che potrebbe apparire il nemico numero uno, si trasforma in realtà nell’alleato di un futuro più sostenibile. Oltre 40 anni di esperienza anche nel settore del packaging cosmetico insegnano: risolvere l’inquinamento da plastiche è possibile, il futuro è però nella collaborazione responsabile da parte di tutti.

Albogroup, produzione di cosmetici solidi conto terzi

La plastica non è il vero male del mondo, basta la voglia di salvare veramente il nostro pianeta dal suo affanno. Servono gesti concreti, le classiche campagne di greenwashing non possono far altro che condannare il futuro comune in nome di fittizie cause ambientali. Il passato ha prodotto troppe plastiche. E’ arrivato dunque il momento di riutilizzare quelle già presenti nell’ambiente.

La linea Solid.O Original è la risposta di Albogroup anche nelle più prestigiose strutture ricettive. Passare dal liquido al solido non vincola più all’utilizzo di contenitori ermetici così carta e materiali riciclabili ne reinterpretano il packaging. Dal detergente intimo allo shampoo, la formulazione solida è l’alternativa concreta verso l’ottimizzazione delle risorse. Cosmetica, plastica e sostenibilità possono incontrarsi all’insegna del bene comune.

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Packaging flessibile per cosmetici: quali sono i vantaggi?

Conoscenza dei materiali e pieno rispetto delle qualità del prodotto da contenere, questi sono i presupposti per la realizzazione di un packaging che soddisfi. La formula flessibile si dimostra una delle soluzioni più adottate soprattutto in cosmetica, i vantaggi e le forme possibili convincono sempre più clienti. Albogroup risponde a queste esigenze con le sue linee di cortesia personalizzate per Hotel, una serie di prodotti appositamente concepiti per bilanciare flessibilità e sicurezza.

Ecco alcuni approfondimenti a riguardo.

Cos’è l’imballaggio flessibile nella cosmetica?

La nostra esperienza ci indurrebbe a introdurre l’argomento dal punto di vista tecnico, quello per il quale ci siamo specializzati nel campo del packaging in cosmetica. Qui preferiamo invece porre il focus sul fine della tipologia di imballaggio dinamico per seguire un percorso a ritroso verso le caratteristiche e gli usi principali del packaging flessibile in cosmetica. Variano le forme e le dimensioni, permane l’idea di brand identity che il giusto packaging garantisce.

Il formato è, in genere, quello inferiore ai 100 mL ma il packaging flessibile può coprire anche volumi di prodotto maggiori. Creme, saponi, bagnoschiuma e prodotti per la cosmesi sono le tipologie ideali per questo tipo di confezionamento. Le soluzioni ottimizzano l’impiego di materie plastiche ma soprattutto garantiscono una efficienza a prova di trasporto. Non a caso, i prodotti con imballaggio flessibile risultano tra i più scelti da parte del consumatore.

Quali sono i vantaggi dei packaging flessibili?

Sebbene la classica confezione rigida possa trasferire l’idea di una maggiore resistenza, il cliente ha acquisito una consapevolezza sempre maggiore in merito alle virtù delle confezioni flessibili. Tendenzialmente si preferisce valutare il prodotto prima di acquistarne un quantitativo più importante, il packaging flessibile offre l’opportunità di testarne le caratteristiche. In realtà i significati dietro alla scelta possono essere ben più profondi.

Materiale

Per quanto sia convinzione comune che anche il packaging flessibile impieghi le materie plastiche in modo intensivo, basta ritrovarsi ad aprire la classica commodity da hotel per apprezzare il prodotto in materiali ben diversi. Carta ma anche film sottili di alluminio e persino fibre biologiche possono certamente far parte di un packaging flessibile. Si tratta di materiali selezionati ma soprattutto testati per garantire la piena sicurezza dal punto di vista igienico e pratico.

Particolare successo è riscontrato dalle combinazioni. L’alluminio in strato sottile ha la funzione di proteggere il prodotto dalla luce, un leggero film plastico ne aumenta le doti di isolamento impermeabile. L’effetto è un packaging riciclabile e, anche per questo, dal minore impatto sui costi di realizzazione e smaltimento post utilizzo.

Sigillo ermetico

Se si considera il classico flacone in plastica, questo richiede un volume maggiore ma soprattutto una quantità più importante di materiale per garantire la chiusura tramite il classico tappo. La sua forma è di certo efficiente ma costituisce uno spreco quando il suo impiego è pensato in ottica monouso. La soluzione in packaging flessibile consente di aggirare l’ostacolo grazie a uno stratagemma più semplice.

Sebbene si pensi alla classica confezione a strappo, il confezionamento flessibile consente di adottare diverse soluzioni di chiusura ermetica. Vi può essere l’applicazione di un tappo, ideale nelle confezioni di volume maggiore, ma si può ricorrere anche all’isolamento tramite sistema di chiusura in gomma. Molto dipende dalle caratteristiche del prodotto cosmetico, ogni confezione è infatti progettata ad hoc.

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Efficiente in termini di spazio

Il pregio dei liquidi sta proprio nell’adattarsi e prendere la forma del recipiente che li contiene; si può trattare di una bottiglia dalla forma artistica così come della confezione flessibile. Quest’ultima offre quindi l’opportunità di adattare il liquido trasportato alle esigenze di spazio. In una borsa così come all’interno di una scatola di imballaggio, la formula flessibile consente di aumentare la densità di trasporto del prodotto.

C’è poi un fattore che punta dritto alla sensibilità del cliente: il packaging flessibile consente di utilizzare tutto il prodotto senza lasciare residui all’interno del contenitore. Basta ricorrere all’esempio del classico dentifricio, la sua confezione consente di spremerlo fino in fondo. Ottimizzare l’utilizzo e ridurre gli sprechi concorre ad aumentare la brand reputation: il prodotto si dimostra più vicino alle esigenze del cliente già a partire dall’impatto sui consumi.

Bustine Monodose e Sachet per cosmetici conto terzi

La tipologia è quella che più si ritrova nell’ambito della ricezione alberghiera di livello, l’ospite gradisce che i prodotti siano confezionati in modo perfetto al momento del loro utilizzo. Massima igiene oltre a un profondo rispetto verso la clientela sono i messaggi che si affidano a questa tipologia di soluzione.

Ci sono poi i test gratuiti dei prodotti, questi sono il miglior biglietto da visita soprattutto quando si lancia una nuova linea cosmetica sul mercato. Qui è la termosaldatura a fare la differenza; standard di qualità devono affidarsi alle specifiche ISO 9001:2016. Per noi di Albogroup questa è la prassi, la qualità è il segreto di un packaging che funziona.

Albogroup è un valido partner per la produzione di Sachet monodose, sia personalizzando le proprie linee per hotel che producendo direttamente conto terzi prodotti per samples e in genere per preparazioni cosmetiche.

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Cosmetici con packaging biodegradabili, riciclabili e zero waste

L’impegno è quello concreto di chi pone 40 anni di esperienza al servizio degli altri, l’innovazione in cosmetica passa anche attraverso la rivoluzione del packaging. Ecco il punto di vista secondo noi di Albogroup, produttori di linea cortesia per hotel.

Flaconi e contenitori biodegradabili per cosmetici, cosa sono?

Preferire le materie plastiche riciclabili è solo il primo dei passaggi verso un reale rispetto per l’ambiente. Il greenwashing finalmente viene messo da parte, il settore della cosmesi si impegna attivamente con politiche di profondo rinnovamento dei prodotti a partire dalle strategie di packaging. Qui le tecnologie vengono incontro alla natura, consentendo usi nuovi delle materie biodegradabili. La rivoluzione green è appena iniziata.

Dopo il tessile, l’industria chimica e della cosmesi erano tra le più impattanti sull’ambiente in termini di packaging e imballaggi. Le realtà del panorama attuale lavorano attivamente a diverse soluzioni, il tutto parte da un cambio radicale delle prospettive. Laddove i detergenti del passato erano in forma liquida, la soluzione è offerta nel passaggio ai detergenti solidi. Ecco che la plastica di flaconi e contenitori può trasformarsi in un packaging in cartone riciclabile o meglio ancora riciclato.

Materiali ecologici e bioplastica

La guerra ai derivati del petrolio passa anche attraverso il reimpiego delle materie prime naturali. Qui la ricerca e le innovazioni nel settore forniscono un apporto importante. Il passato del packaging in cosmetica comportava la produzione di contenitori in plastica con l’inquinamento in termini di CO2 e impatto ambientale correlati. Le fibre vegetali costituiscono la soluzione: oltre a fare le veci delle catene carboniose della plastica, la loro produzione dalle piante concorre a ridurre l’accumulo di anidride carbonica nell’aria.

Il polietilene verde è l’anello di congiunzione tra la plastica e la sua produzione naturale, questo viene perlopiù ricavato dalla coltivazione della canna da zucchero. Si tratta quindi di un sottoprodotto derivante da altre filiere industriali. L’effetto è un prodotto riciclabile ma soprattutto che non richiede ulteriori risorse se non il reimpiego del materiale di scarto. L’industria si avvicina alla natura e lo fa veramente in maniera verde.

Soluzioni ecologiche per diminuire i rifiuti

Ognuno ha il suo ruolo nell’impegno attivo a favore dell’ambiente, il cambiamento deve essere radicale e non può che partire dalle abitudini quotidiane. L’uso di un packaging più sostenibile è necessario ma non è l’unica mossa da mettere in atto. Ecco quindi che l’ecologia passa attraverso sei passaggi chiave: refill, riuso, vuoto a rendere, cosmetici solidi, ridurre l’usa e getta, design ecologico.

I flaconi usati possono essere riutilizzati per l’acquisto di prodotti alla spina, questo è il senso del refill. L’alternativa sta nel riuso dei contenitori in plastica per gli scopi più disparati. Il vuoto a rendere è una pratica che attinge dal passato, molto ricorda l’ormai antica usanza nella vendita del latte porta a porta. Il futuro, in questo caso, non può che prendere spunto dalle virtù del passato. I cosmetici solidi sono prodotti profondamente cambiati rispetto alle antiche saponette, il loro uso apre la strada a una nuova era del packaging sostenibile. Ridurre l’usa e getta significa abbassare il volume dei rifiuti, gli ecosistemi marini non possono che ringraziare. Ridurre i volumi inutilizzati, ecco il senso dell’ecodesign in una progettazione sostenibile.

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Una legge per arrestare le microplastiche

Un netto cambio di velocità si è registrato dal gennaio del 2020; è da allora che nel mondo è vieta la commercializzazione dei prodotti che contengono microplastiche. Sebbene si trattasse di elementi apparentemente innocui, i microgranuli contenuti in diversi prodotti sono ancora causa di inquinamento dei mari. PE, PMMA, Nylon, PET e PP sono alcune delle sigle di sostanze dall’impatto importante nell’ecosistema marino.

Il passaggio legislativo ha costituito un punto di svolta per l’intera filiera della cosmesi, l’utilizzo di fibre naturali e biodegradabili ha permesso la sostituzione dei polimeri dannosi con sostanze più facilmente sostenibili dall’ambiente. Anche il packaging ha dovuto adattarsi, divenendo biodegradabile e riciclabile, per garantire sì prestazioni, ma nel rispetto delle leggi e della natura.

Prodotti cosmetici senza packaging di plastica

Solid.O Original rappresenta l’innovazione nelle commodities da bagno; si tratta di un passaggio netto all’insegna della qualità funzionale. Albogroup ha creduto e crede nei prodotti nella forma solida per ridurre l’impatto della produzione ma anche al fine di ottimizzare l’impiego del packaging. Le innovative barre cosmetiche offrono soluzioni praticamente trasportabili; da qui si perde l’esigenza della plastica per il trasporto poiché questa può essere sostituita da semplice carta riciclabile.

I vantaggi partono già dalla praticità. L’uso non richiede particolari accortezze ma il trasporto è molto più pratico dei classici prodotti liquidi. Un esempio è nella libertà di portarlo all’interno del bagaglio a mano anche quando si viaggia in aereo. Shampoo e linee doccia per più esigenze, detergente intimo, make-up remover e diversi altri prodotti sono proposti nella formula solida. Ecco come Albogroup ha rivoluzionato il concetto di packaging a basso impatto.

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